Decreto fiscale, testo “raddoppiato” e via libera definitivo: mini-manovra su tasse, rottamazione e imprese
Il decreto fiscale arriva all’approvazione definitiva della Camera con 132 voti favorevoli e 81 contrari, dopo il via libera alla fiducia al governo (169 sì, 93 no e 4 astenuti). Il provvedimento, già approvato dal Senato senza modifiche, diventa così legge.
Rispetto al testo originario, il decreto cresce in modo significativo: passa da 19 articoli e 48 commi a 36 articoli e 103 commi, configurandosi come una vera e propria mini-manovra fiscale correttiva, con numerosi interventi che incidono su parti rilevanti della legge di bilancio 2026.
Nel complesso, il provvedimento interviene su più fronti fiscali, correggendo e rimodulando alcune misure introdotte dalla manovra, con effetti anche sul gettito e sulla struttura di diverse imposte.
Tra le principali novità figura la revisione del trattamento dell’IVA sulle operazioni permutative, con una definizione più stringente della base imponibile, che non potrà essere inferiore ai costi sostenuti dalle parti coinvolte.
Sul fronte della pubblica amministrazione, viene introdotta una semplificazione: le PA non dovranno verificare la regolarità fiscale dei professionisti per compensi fino a 5 mila euro di cartelle non pagate, riducendo gli oneri amministrativi nei piccoli pagamenti.
Importanti interventi anche in materia di tassazione societaria: viene prevista la rateizzazione della tassazione del cosiddetto badwill in cinque anni e una revisione del regime di partecipation exemption, con l’eliminazione del requisito minimo del 5% o del valore di 500 mila euro a partire dal 2026.
Il decreto interviene anche sul sistema del concordato preventivo biennale, introducendo nuove soglie di reddito massimo e prorogando al 31 ottobre 2026 il termine per l’adesione. Cambia inoltre la disciplina del trattamento fiscale dei redditi e delle plusvalenze per i contribuenti con diversi livelli di affidabilità fiscale.
Tra le misure più rilevanti sul piano sociale ed economico figura la proroga della sospensione fino al 30 giugno 2026 della tassa sui piccoli pacchi extra UE, inizialmente prevista dalla manovra, insieme all’estensione della rottamazione quinquies anche ai debiti degli enti locali affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, con cinque giorni di tolleranza nei pagamenti.
Novità anche per il settore dei viaggi: le agenzie di viaggio vengono esentate dalla ritenuta d’acconto sulle provvigioni relative alla vendita e intermediazione dei servizi di trasporto.
Sul piano delle agevolazioni, il provvedimento introduce misure fiscali per eventi internazionali come l’America’s Cup, con esenzioni su diversi redditi e imposte per soggetti coinvolti nell’organizzazione e nelle attività collegate.
Infine, vengono aggiornati alcuni parametri fiscali, tra cui l’aumento dell’imposta di bollo sui conti correnti e la riduzione del tasso di interesse per la rateizzazione dei debiti contributivi Inps, che scende dall’8,15% al 4,15%.
Il decreto si configura così come un intervento trasversale che modifica in profondità diversi capitoli della fiscalità italiana, con un impatto diretto su imprese, professionisti e contribuenti.


